Mamma gatta aveva una bella cucciolata di gattini. Un giorno uno di loro, senza chiedere alla mamma se poteva uscire da solo, decise di andare a farsi un giro nei dintorni. Ma si allontanò così tanto che non riuscì più a tornare indietro. Dopo aver vagato per i vicoli, si rannicchiò al sole sopra il gradino di una casa. Era un piccolo gattino dal pelo grigio con qualche macchiolina nera. Passata qualche ora, arrivò la padrona di casa, la signora Veneranda, insieme al suo bambino Fabio, il quale come lo vide lo volle subito portare in casa.
Il gattino, dopo un po’ incominciò a miagolare perché aveva fame e non c’era la sua mamma a dargli da mangiare. Allora la signora Veneranda scaldò un po’ di latte, lo versò in una ciotolina e lo fece mangiare al gattino. Poi prese una cesta e preparò il posto per dormire nella cameretta di Fabio. Fabio gli prestò molta cura e in poco tempo Tom – questo il nome che gli aveva dato Fabio - diventò un bel gattino.
Un giorno la famiglia di Fabio organizzò una gita alla casa di campagna. Come arrivarono, Tom fu lasciato libero nel cortile dove c’erano degli altri gattini.
Fabio si mise a giocare sul prato con il suo aquilone. L’aria lo spingeva in alto e lui lo guardava divertito. Mentre stava planando su un prato, l’aquilone si impigliò ad un ramo. Allora Fabio salì sull’albero per recuperarlo, ma una volta salito non riusciva più a scendere. Iniziò a cercare aiuto ma era lontano da casa e la mamma non lo poteva sentire.
Il gattino Tom sentì che Fabio era in pericolo e allora si mise a correre miagolando verso casa. La signora Veneranda si affacciò per capire cosa avesse il gatto. Vedendo che questo stava bene, pensò subito al figlio e corse a cercarlo. Il gattino si attaccava alla gonna e miagolando la portò verso l’albero dove c’era Fabio. La mamma, come vide Fabio, capì che era veramente in pericolo e cercò di tranquillizzarlo. Poi lo aiutò a scendere e tornarono a casa sani e salvi.
Da quel giorno Fabio e Tom non si separarono mai più.